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Fibrosi Polmonare
Scritto da Fabrizio Di Meo   
Giovedì 13 Marzo 2008 12:49

Forlì, 13 mar. - Un percorso completo per l’approccio diagnostico-terapeutico mininvasivo alle malattie dell’apparato respiratorio e la possibilità per i pazienti di evitare interventi maggiormente invasivi. Fonte: Sanitanews.it

Forlì, 13 mar. - Un percorso completo per l’approccio diagnostico-terapeutico mininvasivo alle malattie dell’apparato respiratorio e la possibilità per i pazienti di evitare interventi maggiormente invasivi. Questo è quanto viene offerto dall’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica dell’Ospedale di Morgagni – Pierantoni di Forlì, grazie anche alla recente donazione di un ecografo endobronchiale lineare da parte della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. “Il macchinario completa l’evoluto parco tecnologico già a disposizione della nostra struttura – spiega il prof.Venerino Poletti, direttore dell’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica – e attua procedure diagnostiche che permettono di evitare tecniche più invasive e cruente per il paziente.” Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “JAMA”, nel quale gli oncologi della Mayo Clinic di Jacksonville, in Florida, confrontavano tre diverse procedure in quasi 140 persone cui era stato diagnosticato il tumore e che avevano bisogno di una “stadiazione”, ovvero di definire l’estensione esatta della malattia, prima di essere operate, l’ecografia abbinata a tecniche endoscopiche può valutare con precisione (al 93%) l’estensione di un sospetto tumore del polmone. La tecnica tradizionale identificava solo il 36 per cento delle metastasi dei linfonodi, mentre quella con ecografia endobronchiale il 69 per cento. “Con questo ecografo – prosegue il prof.Poletti – siamo in grado di osservare in ‘tempo reale’, cioè mentre stiamo effettuando l’esame al paziente, l’ago che campiona la struttura scelta per il prelievo. Una volta invece, e questo accade ancora nella maggiorparte dei nosocomi, il medico era costretto a procedere “alla cieca”. L’utilizzo della nuova apparecchiatura ha quindi comportato una riduzione fortissima degli errori con un aumento della sensibilità diagnostica, soprattutto nelle lesioni di piccoli dimensioni o nelle lesioni poste in sedi difficilmente accessibili.” In pratica, grazie alla nuova strumentazione, a Forlì è possibile completare la “stadiazione” della neoplasia polmonare riducendo la necessità di intervento chirurgico. Il team forlivese, diretto dal prof.Poletti e composto da otto medici, e nove infermieri è convenzionato con l’Università degli Studi di Parma e collabora con l’Università di Verona, Maastricht (Olanda,) e Coimbra (Portogallo). E’ inoltre centro specializzato per la fibrosi polmonare idiopatica, grave e rara patologia, sulla quale il gruppo forlivese conduce ricerche e sperimentazioni di livello nazionale ed internazionale. A questo punto viene spontaneo chiedersi quali siano le lunghe attese che il paziente si dovrà sottoporre nel caso in cui debba sottoporsi a tale indagine… “A Forlì non esistono tempi d’attesa per chi deve sottoporsi ad un intervento con l’ecografo endobronchiale lineare” conclude il prof. Venerino Poletti. Fonte: Sanitanews.it