Autore: articolo di Sergio De Blasi
(Nel rispetto del 1° e del 4° principio
HonCode
si precisa che l'autore non è un medico)
La "carta d'identità" della fibrosi polmonare idiopatica
Respirazione
Respirazione vuol dire trasporto di ossigeno dall’atmosfera a tutte le cellule
dell’organismo e, in senso opposto, trasporto di anidride carbonica dalle
cellule all’atmosfera.
Questo processo può essere diviso in 4 fasi principali:
1. ventilazione polmonare che consiste nell’immissione e nell’emissione di aria
tra l’atmosfera e i polmoni (alveoli);
2. diffusione dell’ossigeno e dell’anidride carbonica tra gli alveoli e il
sangue;
3. trasporto dell’ossigeno e dell’anidride carbonica verso e da i tessuti
attraverso il sangue;
4. regolazione della ventilazione e della respirazione in generale.
In pratica quindi, l’aria passa dall’ambiente esterno nei polmoni, ma dove nei
polmoni?
L’aria che noi inspiriamo dalla bocca e/o dal naso, passa nella faringe (come il
cibo che mangiamo), nella laringe e nella trachea (apparato respiratorio); la
faringe è anche in comunicazione con l’esofago (apparato digerente), “una
valvola” garantisce che il cibo che ingeriamo segua la giusta via verso
l’esofago e non finisca in trachea.
apparato
respiratorio
La trachea a sua volta si suddivide in due grossi condotti (bronchi) che, a loro
volta, si dividono in rami sempre più piccoli (bronchi di 2 e di 3 ordine,
bronchioli, bronchioli respiratori, ecc.) che hanno il compito di trasportare
l’aria negli alveoli polmonari, fase 1. della respirazione.
Ogni alveolo può essere paragonato ad un sacchetto delimitato da una
sottilissima parete.
In realtà ogni alveolo è circondato dai capillari sanguigni è l’insieme della
parete alveolare e della parete capillare prende il nome di membrana
respiratoria o membrana polmonare. Esiste comunque uno spazio che separa alveolo
e capillare e prende il nome di spazio interstiziale.
alveolo
È tra alveoli e capillari sanguigni
che avviene lo scambio gassoso: l’ ossigeno passa dai polmoni nel sangue e
l’anidride carbonica dal sangue nei polmoni, fase 2. della respirazione.
La membrana respiratoria ha uno spessore di 0.1 micron (1 micron corrisponde
alla millesima parte di un millimetro) e nel suo complesso ha una superficie di
70mq in un soggetto adulto normale, ciò significa che se potessimo “distendere”
la membrana respiratoria dei due polmoni, questa occuperebbe mediamente il
pavimento di una camera di 7 x 10 metri.

I due gas, ossigeno e
anidride carbonica, sono presenti in diversa concentrazione ai due lati della
membrana respiratoria: l’ossigeno è maggiormente concentrato (presente) negli
alveoli, l’anidride carbonica nel sangue (globuli rossi); parlando di gas, la
concentrazione viene espressa come pressione parziale. Molti sono i fattori che
influenzano lo scambio gassoso, ma per semplicità possiamo dire che i due gas
diffondono, cioè passano naturalmente da una zona ad alta concentrazione ad una
zona a bassa concentrazione, l’ossigeno dagli alveoli verso i globuli rossi e
l’anidride carbonica dai globuli rossi agli alveoli.
Un fattore comunque fondamentale per uno scambio gassoso fisiologico è lo
spessore della membrana respiratoria, infatti maggiore è lo spessore della
membrana, minore è la velocità di diffusione dei gas. Qualsiasi fattore
patologico che determini quindi un aumento dello spessore della membrana
respiratoria, altererà in modo più o meno significativo e permanente lo scambio
dei gas, a danno della respirazione nel suo complesso.
Fibrosi polmonare
Questa patologia è caratterizzata dall’estesa nuova formazione di tessuto
connettivale, cioè tessuto di sostegno, normalmente presente in tutto
l’organismo e nello stesso polmone. Le cause che determinano questa malattia
possono essere molteplici, ma esiste anche una forma idiopatica, cioè di cui non
si conosce, ad oggi, la causa.
Si tratta di una malattia a decorso cronico, che si aggrava nel tempo, e
dall’esisto generalmente infausto per il paziente.
Se andiamo ad osservare col microscopio il tessuto polmonare affetto da fibrosi,
notiamo che, per la creazione abnorme di nuovo tessuto connettivo, la membrana
respiratoria è ispessita e questo determina una profonda alterazione degli
scambi gassosi, consistenti essenzialmente nel blocco alveolare. Si è detto
prima che la velocità degli scambi gassosi è inversamente proporzionale allo
spessore della membrana, quindi un aumento del connettivo altererà la capacità
di scambio. In una fase iniziale prevale una alterazione della diffusione dei
gas, quindi meno ossigeno passa dagli alveoli ai globuli rossi e, similmente,
meno anidride carbonica dai globuli rossi agli alveoli.
In una fase successiva i capillari tendono ad obliterarsi, cioè a chiudersi
perché sostituiti dal tessuto connettivo e, di conseguenza, si riduce in modo
significativo la quantità di membrana respiratoria funzionante e utile, quindi,
alla respirazione.
Seguiranno alterazioni profonde della circolazione del sangue nei polmoni che
avranno conseguenze negative sul cuore e sulla circolazione in generale,
determinando poi quella patologia che prende il nome di cuore polmonare cronico.
Bibliografia
1. Patologia generale e fisiopatologia - Società Editrice Universo - Ed. I
2005 - F. De Santis, M. Di Napoli, C.
2. Harrison - Principi di medicina interna, 16/ed - McGraw-Hill D.L. Kasper, E.
Braunwald, A.S. Fauci, S.L. Hauser, D.L. Longo, J.L. Jameson
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