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06 | 02 | 2012
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Avventure in ossigeno PDF Stampa E-mail
Recensioni
Scritto da Fabrizio Di Meo   
Lunedì 14 Gennaio 2008 11:06

Vi presentiamo il libro Avventure in ossigeno edito da Midia Edizioni.
Petty, Thomas L. Anno di edizione: 2006 ISBN: 88-87012-19-9

A chiunque sia prescritto dell'ossigeno si trova nelle condizioni di porsi delle domande pratiche:
perché devo assumerne?
a che servono i gorgogliatori?
mi basterà l'ossigeno contenuto nell'erogatore portatile?
potrò affrontare un viaggio in aereo?
quali sono i principali tipi di erogatori presenti sul mercato?
qual è la differenza tra l'ossigeno gassoso e quello liquido?
mi hanno fornito il miglior erogatore?
cosa succede quando aumenta l'anidride carbonica nel sangue?
che rapporto c'è tra ossigeno, pressione parziale di ossigeno, saturazione dell'emoglobina e anidride carbonica?
“Avventure in ossigeno” risponde in modo semplice a queste ed altre domande di carattere tecnico ed a quesiti quotidiani che a volte per pudore o per poca voglia si evitano di chiedere al proprio medico.
Il testo illustra brevemente la storia dell'ossigenoterapia portatile e presenta al lettore casi di vita quotidiana che lo aiuteranno a familiarizzare con l'ossigeno e con i diversi dispositivi a corollario del semplice erogatore.
E' stato piacevole leggere questo testo poichè non lascia domande in sospeso anche quando le risposte non sono semplici perché strettamente legate a conoscenze tecniche.
Le appendici, cui il testo rimanda spesso, sono in realtà sintetiche lezioni di chimica, fisica, e fisiologia ed aiutano il lettore a comprendere il significato pratico di parametri complessi quali la pressione parziale di ossigeno, la saturazione dell'emoglobina (cosa è l'emoglobina) e la compensazione dell'anidride carbonica nel sangue (appendice D).
Nell'appendice C invece illustra i pregi e gli svantaggi dei principali sistemi di ossigenoterapia.

Nelle prime cinquanta pagine l'autore propone al lettore delle risposte oggettive (presentate come scene di vita quotidiana) rendendo piacevole l'apprendimento di nozioni spinose come l'uso dell'ossimetro ed i livelli di saturazione dell'emoglobina in relazione alla pressione parziale di ossigeno.
In queste pagine l'autore propone anche dei piccoli esperimenti casalinghi che con semplicità istruiscono il lettore sui parametri fisiologici quali il VRE (volume di riserva espiratoria), il VR (volume residuo) o la CFR (capacità funzionale residua).
La comprensione del significato di questi parametri vi aiuterà a leggere con maggior cognizione, insieme al vostro medico, la vostra prossima spirometria o l'emogasanalisi.
Il libro non è dunque solo un vademecum per l'utilizzatore di ossigeno ma un piccolo manuale che vi aiuterà a comprendere i principali parametri clinici utilizzati in pneumologia.
Per concludere: del libro ci è piaciuto l'approccio discorsivo e divulgativo e la presentazione di casi di vita quotidiana che aiutano il lettore a non vedere nell'uso dell'ossigeno un handicap.
Consigliamo vivamente la lettura di questo testo non solo a chi è direttamente interessato, ma anche ai famigliari delle persone che sono in ossigenoterapia.

Ringraziamo la casa editrice Midia Edizioni che ci ha concesso in omaggio il libro.

"Avventure in ossigeno" può essere acquistato anche sul sito dell'Editore QUI

Petty, Thomas L. Anno di edizione: 2006 ISBN: 88-87012-19-9


Ultimo aggiornamento Martedì 06 Luglio 2010 14:35
 
Buon compleanno Prof.ssa Rita Levi Montalcini PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Di Meo   
Giovedì 22 Aprile 2010 11:13

L'AIMIP Onlus augura un felice compleanno alla Professoressa Rita Levi Montalcini.
Il Presidente
Fabrizio Di Meo

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Maggio 2010 19:12
 
Bronchiti, "diagnosi precoci" PDF Stampa E-mail
Informazioni
Scritto da Fabrizio Di Meo   
Mercoledì 12 Ottobre 2011 03:04

Fonte Repubblica.it AMSTERDAM - Asma, enfisema e fibrosi polmonare: malattie diverse ma con una causa comune. Sta nel miscuglio di polveri sottili e gas tossici che entrano nei nostri polmoni prodotti dal traffico cittadino, incrementata dal miscuglio autoprodotto dai fumatori. Polveri e gas hanno una potente azione irritante sui bronchi dove attivano reazioni immunitarie spropositate che, a lungo andare, innescano allergie a pollini e ad altre sostanze naturali di per se innocue, ed è l'asma. Oppure i bronchi, per difendersi, producono molto muco che ostacola la fuoriuscita dell'aria (broncopatia cronica ostruttiva), distrugge uno dopo l'altro gli alveoli polmonari che catturano l'ossigeno (enfisema). Infine, recenti ricerche, mettono tra le conseguenze del miscuglio anche la fibrosi polmonare, malattia una volta rara ma in veloce espansione, causata da una abnorme produzione di tessuto cicatriziale nel polmone (i dettagli nell'articolo a destra, ndr). Tre malattie, esito di diverse vulnerabilità, predisposizioni, familiarità, con prognosi opposte (enfisema e fibrosi polmonare non lasciano speranze) ma che alla base hanno tutte l'inquinamento dell'aria che respiriamo, dato che il 70% dei malati non ha mai fumato una sigaretta. Queste le protagoniste del recente congresso della Società Europea delle Malattie Respiratorie di Amsterdam. Preoccupa l'aumento dei casi. Tra meno di dieci anni solo l'enfisema sarà la terza causa di morte al mondo dove in questo momento ci sono 80 milioni di invalidi perché cadono in affanno e gli manca l'aria anche per un minimo sforzo. Se ne è accorta la politica. "A settembre si è svolto il secondo summit della storia che l'Onu ha dedicato a problemi medici - racconta Francesco Blasi del Policlinico di Milano che da quest'altr'anno sarà presidente della Società Europea della Malattie Respiratorie - Oltre dieci anni fa riguardò l'Aids. Quest'anno le Nazioni Unite si sono occupate di malattie croniche che vede tra le principali proprio queste malattie respiratorie. L'Unione Europea invece ha riservato per la prima volta dei fondi, 31 milioni di euro, alla ricerca su asma e enfisema che saranno triplicati nel prossimo programma di ricerche che inizia nel 2014". Al momento l'enfisema non è guaribile. L'obbiettivo è di renderlo prevenibile. "Come medici - continua Blasi - possiamo studiare nuove strategie di diagnosi precoce e cercare di sfruttare meglio quelle disponibili, prima di tutte la spirometria, esame che misurando con precisione i volumi di aria scambiata dal polmone coglie l'instaurarsi dell'insufficienza con largo anticipo sull'arrivo dei sintomi. Prima si interviene con le cure e più si allunga la sopravvivenza. Purtroppo oggi abbiamo il problema opposto, col 70-80% dei pazienti che vengono diagnosticati tardi. Intanto i costi volano. In Lombardia ogni anno finiscono in ospedale 16 mila pazienti per una riacutizzazione dell'enfisema. Di questi muore il 5% (871 persone). Degli oltre 15 mila sopravvissuti l'80% subirà un secondo ricovero nei due anni successivi dove un ulteriore 5% non sopravviverà. Costi: 10 mila euro solo per il ricovero e i controlli successivi". A cui vanno aggiunte le giornate di lavoro perse dal malato, dai familiari, l'invalidità permanente, il mancato guadagno del malato e dell'azienda per cui lavorava. Le cure disponibili per l'enfisema (broncopneumopatia ostruttiva il termine medico preciso) variano a seconda dello stadio della malattia, ma senza una diagnosi precisa è più difficile scegliere la terapia migliore. Anche per questo, si cerca di mettere a punto farmaci a doppia azione, quella dei classici dilatatori dei bronchi e quella che gli impedisce di chiudersi. Proprio ad Amsterdam sono stati illustrati i risultati positivi della sperimentazione, validi per ottenere l'immissione in commercio di un nuovo farmaco. Messo a punto dalla Novartis, rallenta ulteriormente la progressione della malattia. Al momento quindi, l'unica mossa vincente contro l'enfisema rimane combattere l'inquinamento delle città.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Ottobre 2011 03:05
 
Polmonite interstiziale non specifica idiopatica e Fibrosi polmonare idiopatica, quali le connessioni? PDF Stampa E-mail
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Fibrosi Polmonare
Scritto da Fabrizio Di Meo   
Mercoledì 12 Gennaio 2011 10:15

La Polmonite interstiziale non specifica idiopatica e la Fibrosi polmonare idiopatica hanno aspetti simili ma non sono la stessa malattia. La scoperta aiuterà i medici nel formulare diagnosi più accurate di queste patologie ed eviterà ai pazienti indagini invasive. Lo afferma uno studio italiano pubblicato sull'European Respiratory Journal.

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Febbraio 2011 08:54
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Fibrosi polmonare idiopatica: no alla tripla terapia PDF Stampa E-mail
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Fibrosi Polmonare
Scritto da Fabrizio Di Meo   
Domenica 30 Ottobre 2011 12:19
Per motivi di sicurezza e su indicazione di un comitato esterno di esperti, il National Heart, Lung and blood Institute (Nhlbi) ha fermato uno dei tre bracci di uno studio clinico multicentrico condotto per valutare per il trattamento dei pazienti con fibrosi polmonare idiopatica (Fip). La combinazione di prednisone, azatioprina e N-acetilcisteina (Nac) stata considerata non sicura per i pazienti sottoposti a questo trattamento in quanto durante lo studio i pazienti con Fip che ricevevano la tripla terapia hanno mostrato esiti peggiori rispetto a chi assumeva placebo. fonte
Ultimo aggiornamento Domenica 30 Ottobre 2011 12:20
 
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